Perché Mus-e è attiva tra i ragazzi carcerati
Il contesto del carcere è caratterizzato da una forte povertà educativa, oltre che da tensioni, stati d’animo depressivi, atteggiamenti ostili e antisociali. Molti dei ragazzi detenuti hanno un background migratorio, forti difficoltà linguistiche e comunicative, ed esprimono un disagio esistenziale profondo.
Il progetto Mus-e, attraverso il lavoro manuale e l’apprendimento di diverse tecniche artistiche, valorizza le risorse latenti in ogni ragazzo e offre uno spazio di libertà e creatività, in cui i ragazzi possano sentirsi non giudicati e in cui si mobilitano emozioni, vissuti, capacità progettuali e competenze cognitive.
L’attività espressiva permette inoltre agli educatori di individuare i bisogni essenziali dei ragazzi osservandoli da una prospettiva diversa, che prende in considerazione aspetti che emergono durante il laboratorio, come la capacità di interazione e autocontrollo, la fiducia nelle proprie possibilità, l’accettazione dei propri limiti e insuccessi, il rispetto per gli altri e la voglia di cambiamento.