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Mus-e in carcere

Grazie al contributo della Fondazione Paolo e Marlene Fresco, Mus-e è presente in carcere fin dal 2020 presso l’Istituto Penale Minorile “G. P. Meucci” di Firenze, che ospita fino a 15 ragazzi tra i 14 e i 21 anni d’età. 

Le attività di Mus-e si inseriscono all’interno di un laboratorio polivalente che prevede lo svolgimento di attività artistiche, artigianali e di cura del verde, operativo cinque mattine a settimana e frequentato dalla maggior parte dei giovani detenuti

opera vaso_Mus-e in carcere

 

Perché Mus-e è attiva tra i ragazzi carcerati 

 

Il contesto del carcere è caratterizzato da una forte povertà educativa, oltre che da tensioni, stati d’animo depressivi, atteggiamenti ostili e antisociali. Molti dei ragazzi detenuti hanno un background migratorio, forti difficoltà linguistiche e comunicative, ed esprimono un disagio esistenziale profondo.

 

Il progetto Mus-e, attraverso il lavoro manuale e l’apprendimento di diverse tecniche artistiche, valorizza le risorse latenti in ogni ragazzo e offre uno spazio di libertà e creatività, in cui i ragazzi possano sentirsi non giudicati e in cui si mobilitano emozioni, vissuti, capacità progettuali e competenze cognitive.

 

L’attività espressiva permette inoltre agli educatori di individuare i bisogni essenziali dei ragazzi osservandoli da una prospettiva diversa, che prende in considerazione aspetti che emergono durante il laboratorio, come la capacità di interazione e autocontrollo, la fiducia nelle proprie possibilità, l’accettazione dei propri limiti e insuccessi, il rispetto per gli altri e la voglia di cambiamento.

Il progetto "Il vaso"

Il tema del laboratorio di pittura Mus-e nell’Istituto Penale Minorile “Meucci” per l’anno 2023/24 è “Il vaso”, con l’artista Franca Frigenti.

 

I vasi di creta sono tra i primi testimoni dell’industriosità e della creatività umana, occasione e mezzo per esprimere il genio artistico attraverso forme diverse e decorazioni originali. Il vaso è inoltre un oggetto che non rimanda esclusivamente allo scopo per cui è stato fatto: considerandone il materiale, la forma, il contenuto, il dentro e il fuori, cogliamo aspetti che non parlano solo del vaso in sé, ma anche della sua valenza simbolica.

La fragilità del vaso illustra infatti bene la fragilità dell’uomo, sia fisica che spirituale, e lavorare sui vasi – che nascondono e al contempo offrono ciò che contengono – assume il significato metaforico di lavorare su se stessi.

 

In foto, alcuni dipinti realizzati dai ragazzi detenuti durante il laboratorio Mus-e.

Vaso 2_Mus-e in carcere