Mus-e Brescia: il teatro e i bambini

Abbiamo visto i bambini affidarsi alla voce dolce e ferma di Valentina. L’abbiamo vista incantarli raccontando la vita di Menuhin accompagnata dalla fisarmonica di Davide e leggere loro dei brani dell’Odissea collegati al progetto “Cartoline da Ulisse” (i bambini avevano immaginato di essere Ulisse e di scrivere a Penelope una cartolina dai luoghi del suo viaggio). Così,  le abbiamo chiesto di raccontarci i suoi anni nel mondo di Mus-e.

 

Sono entrata nel gruppo degli artisti di MUS-E 5 anni fa, dopo una selezione. Cinque anni per me importanti per la mia vita artistica e personale.
Per me essere un’artista MUS-E ha significato far parte di una grande famiglia i cui valori sono coerenti con il mio sentire ed il mio essere. Mi occupo di teatro da tanto tempo e credo che ogni tipo di espressione artistica sia un potentissimo canale per veicolare gli stati d’animo e i pensieri che tante volte rimangono inespressi. Di questo ho conferma ogni volta che svolgo un percorso con i bambini di MUS-E.

 

Il teatro per me non è solamente un copione, non è solo personaggi, ma è fatto di persone, nel nostro caso di bambini, di pensieri e relazioni che possono essere messi in scena e giocati nella completa libertà di sperimentare e sperimentarsi, con intensità o leggerezza, per scoprire nuove parti di sé, nuovi legami, la bellezza di far parte di un gruppo dal quale si può ricevere sostegno e aiuto. Proprio per questo motivo i miei percorsi teatrali non partono mai da un testo predefinito, ma si vanno via via costruendo, cambiano, evolvono in base al gruppo che mi trovo di fronte e a ciò che emerge incontro dopo incontro.

 

Non è facile raccontare a parole cosa accade durante i laboratori MUS-E, ogni percorso rappresenta un mondo a sé ed è difficile descrivere in modo generale ciò che avviene.
Sicuramente mi piace iniziare e finire le lezioni con un rituale che si ripete sempre lo stesso dall’inizio alla fine del percorso. La parte centrale della lezione è dedicata a esercizi di espressività vocale e corporea che vengono scelti in base alle caratteristiche del gruppo. Prima di chiudere la lezione cerco sempre di ritagliarmi un po’ di tempo per sentire cosa pensano i bambini riguardo alle tematiche scelte per il percorso, mi piace usare queste riflessioni per creare il materiale che verrà poi presentato alla lezione aperta, di modo che i bambini si sentano non solo attori, ma anche autori del loro lavoro.

 

Spesso i laboratori MUS-E riescono a rompere alcune dinamiche disfunzionali all’interno del gruppo classe, sia nei singoli che nelle relazioni. Al di fuori dei banchi, attraverso il movimento e l’espressione libera, tutto viene smontato e ricostruito. Alcune insegnanti affermano di non riconoscere i loro alunni perché nell’attività MUS-E (nel mio caso il teatro) scoprono in loro una nuova sicurezza, nel parlare di sé e dei propri sentimenti, nel movimento, nella voce. Mi piace molto quando accade che il gruppo si sia talmente ben affiatato che i bambini iniziano a mettere in atto spontaneamente comportamenti di aiuto e sostegno reciproci, riescono ad esserci gli uni per gli altri in modo discreto, perché veramente hanno capito l’importanza e la forza di un gruppo unito e in armonia.”

 

Per il prossimo anno Valentina Pescara si occuperà del suo bambino in arrivo, ma i bambini di MUS-E l’aspettano per poter realizzare nuove magie con le loro voci, con il loro sentire, con le espressioni dei loro visi.

 

 

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