Mus-e Milano e lo zainetto trasparente

Abbiamo intervistato Maria Garrone, presidentessa di Mus-e Milano, un anno fa, all’inizio dell’avventura della sede appena rinata. Le abbiamo chiesto di scriverci ora che la scuola è finita, per tirare le somme di un anno di Mus-e e dei sogni in partenza!

 

Poco più di un anno fa ho finalmente esaudito un mio grande sogno: lavorare per il bene dei bambini. Ricordo con orgoglio il 17 maggio 2018 quando è nata Mus-e Milano, una sede rinata con l’obiettivo di coprire il bisogno di bellezza dei bambini che vivono nelle periferie o nei quartieri più disagiati di questa grande città. Abbiamo appena iniziato, ma siamo già attivi in due scuole primarie (l’Istituto Comprensivo Tommaso Grossi e l’Istituto Comprensivo Riccardo Massa) con il programma standard in 7 classi e con il programma speciale del coro in 3 classi.

 

Le scuole in cui lavoriamo si trovano in zone svantaggiate della città di Milano, individuate grazie alla preziosa collaborazione del MIUR. Sono scuole in cui le attività scolastiche spesso sono l’unico punto di riferimento sociale ed educativo al di fuori della famiglia. In tali contesti svantaggiati, il ruolo di Mus-e Milano diventa quindi fondamentale, permettendo ai bambini di combattere, divertendosi, l’esclusione sociale dovuta alla loro provenienza culturale, alle difficoltà linguistiche, alla disabilità o ad altre forme di marginalità.  Si tratta di bambini che si trovano a fare i conti con una quotidianità complicata: sono esposti alla violenza, vengono esclusi per il colore della loro pelle o per la loro lingua, o, semplicemente, non possono sperimentare la bellezza di andare a teatro o ad un concerto. Per questo, Mus-e regala a questi bambini dei momenti di spensieratezza in una vita troppo adulta per la loro età.

 

Credo sempre più in ciò che facciamo  e mi auguro che, Attraverso l’arte, sempre più bambini possano imparare a comunicare con un linguaggio universale in cui le differenze diventano ricchezze.  Ed è così che i bambini riescono a costruirsi un piccolo zainetto trasparente che li aiuta a superare le difficoltà, a credere in se stessi e nel potere dell’istruzione.

 

Personalmente ho avuto la fortuna di essere nata nel posto giusto al momento giusto, entrando a contatto con il bello giorno dopo giorno: in 28 anni di vita ho girato il mondo, ho conosciuto persone di tutti i generi, ho ricevuto tanto affetto e mi sono sempre sentita parte di un insieme. Ho sempre trovato supporto e protezione quando ne ho avuto bisogno e non mi è mai capitato di provare rabbia verso il mondo, eppure trovo tutto questo ingiusto. La volontà di dedicarmi totalmente a Mus-e nasce infatti dal desiderio di portare questo zainetto trasparente anche a chi, per ingiustizia, non lo può avere. Sono fortemente convinta che il punto di partenza per costruire un futuro migliore sia l’educazione.

 

Partecipando ai laboratori a porte aperte e al concerto del coro ho visto il mio sogno realizzarsi: gli occhi dei bambini erano pieni di bellezza ed io mi sono emozionata con loro. Nonostante sia solo l’inizio, per me si tratta di un traguardo entusiasmante che non sarebbe stato neanche immaginabile senza la grande squadra che lavora ogni giorno al mio fianco, a partire dalle maestre scolastiche, agli artisti, ai consiglieri, ai donatori ed ai soci fondatori. Grazie e avanti tutta! 

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