Mus-e Torino: dal Big Bang al segno artistico

Da qualche settimana è entrata in Mus-e Torino una figura nuova: Angela, fresca del percorso Talenti per il Fundraising di Fondazione CRT, avrà il compito di supportare la sede piemontese in un percorso di sostenibilità e di relazione nuovo. Non è un caso, quindi, che abbia scelto di incontrare subito gli artisti di Mus-e Torino e di partecipare ad una lezione aperta. E’ forse il modo migliore, infatti, per capire davvero quello che fa Mus-e a scuola!


Ecco dunque il suo racconto dell’incontro con il Maestro Mauro Biffaro.


Quando arrivo alla lezione Porte Aperte di Mus-e c’è un gran silenzio in aula: le bambine e i bambini lavorano concentrati sull’ultimo elaborato del laboratorio di quest’anno. I genitori, giunti a scuola per l’occasione, si siedono vicini ai loro figli e, spinti silenziosamente dal Maestro Mauro Biffaro, lavorano insieme a loro su quest’opera che segna la fine del percorso che ha coinvolto la classe da settembre a oggi. Ogni bambino ha davanti un teatrino di carta dai colori sgargianti e, come ogni grande regista, può dar vita al suo personale scenario, scegliendo con attenzione tutti gli elementi che racconteranno la sua storia.


Quando anche l’ultimo teatrino è stato completato, il Maestro Mauro prende un gesso e traccia un segno sulla lavagna. Non è un gioco, ma vuole spiegare e far immergere i genitori nello stesso percorso che hanno intrapreso i loro figli. Quel segno di gesso è, infatti, la traccia del corpo che si muove. Perché è proprio dal prendere confidenza con il corpo e i suoi movimenti che i bambini sono partiti per poi esplorare i segni che questo lascia nello spazio e che può generare su diversi supporti.


Il Maestro torna alla lavagna, inizia a colorare e a creare delle forme. Quando chiede cosa sia quella forma astratta, un bambino cinese in prima fila risponde: «Un uccello!». Il piccolo riceve i complimenti di Mauro che non perde l’attimo e racconta l’aneddoto della scultura Uccello nello spazio di Brancusi, fermato al porto di New York, nel 1926, da un doganiere che non credette che la scultura fosse un’opera d’arte e la classificò come “Utensili da cucina e forniture da ospedale”. L’ufficiale fece quella classificazione perché quella scultura dorata non solo non corrispondeva al suo immaginario di opera d’arte, ma neanche corrispondeva al consueto immaginario di come avrebbe dovuto essere rappresentato un uccello. Al contrario di quello del piccolo settenne in prima fila.


Il corpo, la routine, il tempo. Infine, Mauro si concentra sulla concezione del tempo e racconta come i bambini hanno lavorato sul presente analizzando la propria giornata, ragionando sulle stagioni, e infine, concentrandosi sui concetti del prima e del dopo. 
«Così – dice Mauro- siamo andati dal Big Bang al giorno d’oggi, aprendo la possibilità per l’immaginario di infiniti possibili futuri». Proprio in quel momento entra l’insegnante e apre un rotolo di carta di 10 metri che, serpeggiando, si snoda in tutta l’aula davanti agli occhi sgranati ed entusiasti di tutti i presenti: è un incredibile lavoro collettivo che i bambini hanno realizzato, una striscia colorata piena di disegni che si intrecciano e completano gli uni con gli altri.


Dopo la lezione il Maestro Mauro si ferma e chiacchieriamo della sua esperienza come artista Mus-e. Già consulente del Dipartimento Educazione del Museo di Rivoli e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dal 2002 è diventato artista Mus-e. Mauro si sofferma a parlare del suo lavoro nelle classi, capace di offrire un avvicinamento a uno spazio e a dei linguaggi diversi da quelli della vita scolastica, permettendo così ai bambini di acquisire nuovi strumenti per relazionarsi con gli altri in maniera non competitiva, consapevole e collaborativa. Questi valori sono ormai fondamentali nelle scuole e in una società in cui la superdiversità è un tratto distintivo, che richiede nuovi strumenti mirati all’incontro e al dialogo fra diverse culture. In merito a questo, Mauro ritiene fondamentale la modalità collaborativa e di confronto che i laboratori Mus-e innescano. E continua sottolineando che l’importanza nell’apprendimento del linguaggio artistico da parte dei bambini non è tanto il dominio della tecnica in sé, quanto lo sviluppo della consapevolezza del lavoro ‘ben fatto’.


Secondo lui, non si tratta di classificare esteticamente le loro opere, ma di costruire un’affezione per la cura con la quale si fa il proprio lavoro artistico. Quindi, mi spiega che il passaggio più importante è trasmettere ai bambini quando un lavoro può essere migliorato, dirgli la verità permettendogli di migliorare e di sviluppare coscienza e autonomia dei propri manufatti.


La trasmissione del pensiero artistico portato avanti dai laboratori triennali di Mus-e è un percorso sottile che innesca una riflessione costante della dimensione individuale e collettiva. I bambini imparano a chiedersi e a confrontarsi con gli altri sulle proprie scelte per elaborare i loro manufatti, rafforzano la propria creatività, la curiosità e l’autostima. Mauro mi spiega che dopo i percorsi dei laboratori Mus-e, un bambino che vede un’opera d’arte in un museo riconosce i segni grazie all’esperienza fatta e in quel modo «Il bambino fa suo quel segno perché l’ha fatto in precedenza».


CHI E’ MAURO BIFFARO

Nato a Lavello (PZ) si diploma all’Accademia di Belle Arti di Torino nel 1981.

Dal 1978 ad oggi porta laboratori nelle scuole e nei CST (Centri socio-terapeutici), con la realizzazione di spettacoli e altre attività collaterali. Tra il 1997 e il 1999 è consulente del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli per attività di progettazione e conduzione di laboratori per insegnanti e studenti delle scuole dell’obbligo e superiori. Nel 1998/99 collabora con il Teatro Sfera, per conto del Comune di Torino, per la realizzazione di diversi laboratori di teatro delle ombre.

 

Dal 2000 è consulente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, dell’Associazione Culturale Infinito LTD (manifestazione al Salone del Libro 2001), dell’Associazione Culturale Sfera (Festival Vincoli Sonori, Pinerolo), dell’Istituto I.P.S.A.A. “C. Ubertini” di Caluso e dell’Associazione Culturale Marcovaldo di Caraglio.

Dal 2002 collabora con l’Associazione Mus-e Torino, con la GAM (formazione ed aggiornamento per operatori museali), con MAN (Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Nuoro) e con il Comune di Torino per formazione ed aggiornamento insegnanti. Dal 2006 dirige i laboratori didattici CESAC a Caraglio.

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1 commento

  • Maria ha detto:

    Esprimo la mia ammirazione per chi è artista e sa anche trasmettere ai bambini un’emozione così potente da lasciare un segno, momenti felici, nei loro pensieri. Davvero complimenti a Mauro !

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